Perché l’intelligenza artificiale non ti ruberà il lavoro (e nemmeno a noi)

July 8, 2026

Da quando l’intelligenza artificiale è entrata nel dibattito pubblico, molte persone che lavorano nel settore eventi hanno iniziato a chiedersi quanto il proprio ruolo sia davvero al sicuro.

È una domanda legittima. La risposta però, se si è troppo veloci a darla, può essere parziale o  addirittura scorretta. Cosa vogliamo dire? 

È indubbio che alcune attività che fino a poco tempo fa richiedevano ore di lavoro umano oggi possano essere svolte in pochi minuti da sistemi “powered by” intelligenza artificiale. Quali?

Sicuramente tutte quelle che possono più facilmente essere automatizzate, che richiedono manualità piuttosto che creatività e che sono soggette a forte ripetitività. Pensiamo alla scrittura di contenuti, alla realizzazione di traduzioni (soprattutto tecniche) o di report e sintesi, una customer care base o la gestione di informazioni. In tutti questi compiti l’intelligenza artificiale – sistematica, meccanica, veloce –  può già sostituire con efficienza e qualità molte professionalità anche nel settore degli eventi. E il vantaggio che l’IA è in grado di offrire diventa ancora più forte quanto più – come sta già avvenendo da tempo – gli eventi diventano dipendenti da criteri di efficienza, velocità e ottimizzazione dei costi.

A questa parte della domanda possiamo quindi rispondere velocemente e con una certa sicurezza: sì, nelle attività semplici, meccaniche e dove velocità e precisione sono fattori determinanti, l’intelligenza artificiale può fare bene quanto (o forse anche meglio) organizzatori di eventi umani. Può quindi sostituirli o, viceversa, renderli più efficienti, se si affianca a loro e libera per loro tempo da dedicare ad altre attività.

Veniamo dunque alla seconda parte della risposta, un po’ più complessa, e riformuliamo la domanda così: l’intelligenza artificiale cambierà il lavoro degli organizzatori di eventi? Anche qui la risposta è facile e veloce: sì, lo ha già fatto, lo sta facendo e sempre più lo farà, probabilmente. Ma questo non significa che sostituirà gli organizzatori migliori.

Perché, come anche voi sapete bene, non tutto il lavoro negli eventi ha lo stesso valore.

Ci sono moltissime attività – e sono generalmente quelle che hanno più impatto sulla qualità del prodotto finito e sulla soddisfazione degli stakeholder – che dipendono fortemente da esperienza, capacità decisionale, sensibilità, relazione, leadership. Ma anche  intuizione e gestione della complessità, come aveva a suo tempo efficacemente sintetizzato il Perozzi di Amici Miei nel definire “il genio”: “Che cos’è il genio? È fantasia, intuizione, decisione e velocità d’esecuzione.”

Quanto l’intelligenza artificiale può essere efficace nell’essere geniale? Al momento poco. E quanto “genio” ci vuole invece per progettare, creare e gestire gli eventi oggi? Abbastanza.

Gli eventi sono infatti pieni di variabili imprevedibili, e chi lavora in questo settore lo sa bene. 

Un evento non è mai solo un programma, una piattaforma, una checklist, una sequenza di task.

È un sistema complesso fatto di persone, tensioni, aspettative, relazioni, imprevisti e decisioni continue. Basta vivere un evento per un giorno per rendersene conto. Dal relatore che cambia l’intervento all’ultimo minuto allo sponsor insoddisfatto, da un problema alla venue al pubblico che reagisce in modo inatteso ad una proposta o ad un’attività, la casistica di quello che si potrebbe definire “imprevisto” – ma che per chi lavora negli eventi è più facile chiamare “routine” –  è facilmente individuabile. E si tratta di tutti casi in cui è necessario mettere in campo capacità di alto profilo come un’attenta lettura del contesto, abilità di mediazione, comprensione delle priorità e gestione delle relazioni, possibilità di rimanere lucidi sotto pressione e di prendere decisioni in maniera rapida e assertiva.

L’intelligenza artificiale ha, almeno al momento, difficoltà a muoversi su questi scenari perché non ha esperienza reale, quel tipo di esperienza, tutta umana, che si acquisisce toccando con mano situazioni e contesti, sperimentandone le caratteristiche e mettendosi alla prova rispetto a pressioni e cambiamenti. È la conoscenza che deriva dall’esercizio della responsabilità, dell’intuito, della sensibilità, come anche dall’errore da cui si impara per evitarne in futuro il ripetersi.

Chiunque abbia esperienza di organizzazione eventi lo sa: le decisioni non si prendono solo sulla base di dati e informazioni, ma anche di dinamiche, rapporti, sensibilità, momenti, percezioni. Tutti elementi su cui l’essere umano ha ancora un indubbio vantaggio sulla macchina, soprattutto quando li trasforma in risorse da usare.

Vale lo stesso anche per noi, per SharEvent. Anche nella piattaforma che abbiamo creato, e che molti di voi usano ogni giorno per i propri eventi, l’uso intelligente della tecnologia ha permesso di fare molte più cose in meno tempo, e di farle meglio, spesso. Ha consentito a molti di voi di essere più precisi, personalizzati, attenti, puntuali. Il tutto, come abbiamo sempre promesso “semplificando la vita” di chi usa questi strumenti. Ma come nonostante questo nessuno di voi organizza eventi sorseggiano un mai tai all’ombra di una palma alle Hawaii (vero?), nemmeno noi siamo stati sostituiti dalla nostra stessa tecnologia, e non crediamo lo saremo – almeno a breve – nemmeno dall’intelligenza artificiale, per quanto possa avanzare rapidamente. Come mai? Perché gran parte del nostro lavoro, oltre che essere continuamente focalizzato al miglioramento dei nostri prodotti e delle loro performance, allo sviluppo di nuove funzionalità per rispondere all’evoluzione dei bisogni e della domanda, è concentrato sull’esperienza, sulla consulenza. È focalizzato sul darvi un servizio su misura per il vostro evento, a cogliere gli spunti e trasformarli in idee, a consigliare, proporre. A costruire con voi l’esperienza che volete far vivere alle persone che parteciperanno all’evento e per questo essere accanto a voi quando “mettete insieme i pezzi” e realizzate quell’idea che avete in mente.

E tutto questo, ancora, non abbiamo trovato un’intelligenza artificiale che lo faccia al posto nostro. Per cui ben venga quello che ci può aiutare a fare più velocemente e meglio, ci dà più spazio per concentrarci su quello che per noi ha maggior valore: voi e i vostri eventi. 

 

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